Ognuno potrebbe

Ognuno potrebbe Perch la parola io diventata un ossessione Perch fare spettacolo di ogni istante del proprio vivacchiare Giulio non lo sopporta e soprattutto non lo capisce Si sente fuori posto e fuori tempo Ma di q

  • Title: Ognuno potrebbe
  • Author: Michele Serra
  • ISBN: null
  • Page: 343
  • Format: Kindle Edition
  • Perch la parola io diventata un ossessione Perch fare spettacolo di ogni istante del proprio vivacchiare Giulio non lo sopporta, e soprattutto non lo capisce Si sente fuori posto e fuori tempo Ma di questa sua estraneit non si compiace sospetta di essere un rompiballe stabile , come lo definisce la fidanzata Agnese In un imprecisata pianura che fu industrialePerch la parola io diventata un ossessione Perch fare spettacolo di ogni istante del proprio vivacchiare Giulio non lo sopporta, e soprattutto non lo capisce Si sente fuori posto e fuori tempo Ma di questa sua estraneit non si compiace sospetta di essere un rompiballe stabile , come lo definisce la fidanzata Agnese In un imprecisata pianura che fu industriale e non quasi pi niente, Giulio si aggira in attesa che qualcosa accada Per esempio che qualcuno gli spieghi a cosa servono, se non a perdersi meglio, le rotonde stradali o che qualcuno compri il capannone di suo padre, che fu un grande ebanista Una bottega un tempo florida e adesso silenziosa e immobile, come un grande orologio fermo Scritto quasi solo al presente, come se passato e futuro fossero temporaneamente sospesi, Ognuno potrebbe il rimuginare sconsolato e comico di un vero e proprio eroe dell insofferenza Un viaggio senza partenza e senza arrivo che tocca molte delle stazioni di una societ in piena crisi Nella quale la morte del lavoro e della sua potenza materiale ha lasciato una voragine che il narcisismo digitale non basta a riempire.

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      343 Michele Serra
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      Posted by:Michele Serra
      Published :2018-08-15T16:20:33+00:00

    One thought on “Ognuno potrebbe”

    1. Se all'inizio mi pareva una profonda, seppure scoraggiata, riflessione sul l'oi nei tempi moderni; continuando a leggere la verbosità stilistica diventa pedante all'inverosimile. La tensione del protagonista tra due possibilità opposte (la negazione dell'io e la ricerca di un io più forte) potrebbe essere interessante in linea di principio, ma il pessimismo sempre più fitto rende il tutto deprimente, e sterilizza tutte le sue riflessioni. É stato difficile finire questo libro, mi deprimeva. [...]

    2. Una o uno che riproduce la propria immagine dieci o venti volte al giorno, da quando si lava i denti a quando mangia la pizza con suo cugino, e di ciascuna di queste dieci o venti immagini fa pubblicazione così da essere, ogni giorno, diecimila o ventimila volte percepito e magari altrettante volte ritrasmesso; una o uno che dice e scrive "io" a raffica, dappertutto, sempre, praticamente usando gli "io" come i punti del puntocroce che crivellano pian piano la tela; le due ragazze americane in j [...]

    3. mi dispiace leggere libri che poi non mi piacciono, e stavolta pensavo di aver scelto meglio. Di Serra avevo letto solo Gli sdraiati, e mi era piaciuta questa storia di padre-figlio e della loro incomunicabilità, del loro affetto silenzioso e a prescindere. Perciò mi sono detta che ci avrei riprovato con quest'altro. Ma a me gli uomini che parlano di uomini che si sentono ancora ggggiovani e che non sanno come crescere proprio non piacciono. Digerisco meglio tre chili di cozze, guarda. Insomma [...]

    4. Non sono particolarmente amante della scrittura di Serra. Il libro si fa leggere ed anche scorrevolmente, su questo non c'è dubbio. I personaggi non sono riuscito a visualizzarli quasi per nulla, soltanto accennati, suggeriti. L'analisi/critica al modo di vivere contemporaneo l'ho trovata a tratti uno spunto interessante e a tratti approssimativa e Facile. Insomma, niente di nuovo o elaborato. È stato come leggere un lungo articolo da viaggio in metro.Senza nulla togliere a quel tipo di lettur [...]

    5. Quanto pessimismo scorre in queste pagine devastate dalla mediocrità: dei luoghi, delle persone, delle esistenze. C'è, nell'avversione di Serra per l'individualismo contemporaneo, una rassegnazione non redimibile che allenta persino il piacere della lettura. Ma se siamo succubi della dittatura dell'egofono, non è colpa della tecnologia. E siamo ancora in tempo a raddrizzare il timone dell'umanità.

    6. Per la legge dei grandi numeri, anche a me capita di leggere libri che non mi piacciono. O li abbandono, oppure gli dò un'ulteriore possibilità e poi gli dò una stella.

    7. Acquistato per la pura curiosità di conoscere un nuovo autore (tra l'altro molto apprezzato, per quanto ne so) e facilitata nella scelta dell'acquisto da uno sconto non male. Francamente, da uno che "non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere", mi aspettavo molto di più. Non l'ho ancora terminato, ma credo sia indicativo il fatto che ho sottolineato unicamente frasi, parole o espressioni che ho ritenuto troppo pretenziose, assurde (in senso negativo), scritte male, estremamente banali o [...]

    8. Penso che "Ognuno Potrebbe" sia un libro mediocre, niente di più. Leggendo alcuni passi, mi sono rivista almeno in parte in alcuni comportamenti del protagonista (i capitoli 17 e 18 mi hanno colpita particolarmente), però questo libro non è riuscito a conquistarmi nemmeno per un istante.Capisco lo stato d'animo del protagonista (purtroppo, aggiungerei), ma per qualche strano motivo Giulio non è riuscito a guadagnarsi la mia simpatia e il mio supporto.Per il resto, molti episodi mi sono sembr [...]

    9. L'ho letto in pochi giorni, scrittura scorrevole e riflessioni profonde e interessanti. Su alcuni punti l'ho trovato esageratamente polemico e pedante e non ho apprezzato particolarmente i personaggi, a mio parere, un po' troppo stereotipati

    10. " Tutta gente che pensa dell'altra gente - ombre appena intraviste dietro il parabrezza - chissà dove diavolo sta andando, chissà perchè non se ne rimane a casa."" La funzione di quelle parole è mostrarsi all'altezza della circostanza, ovvero nn sorpresi, non impreparati, persone informate, valorosi esponenti del circolo "A me non me la danno mica a bere" "." Mi dice che è stancante, alla lunga, sentirmi sempre fare lo spiritoso. Gli dico che è molto più stancante avere per migliore amico [...]

    11. Chi ha apprezzato "Gli sdraiati" e legge Serra su La Repubblica e vuole mantenerlo tra i suoi autori preferiti, eviti di leggere questo libro. Arrivata quasi alla fine, sembrava di essere ancora all'incipit. Non decolla mai e c'è pochissimo dell'intelligente ironia dell'autore.

    12. Questo libro, che potrebbe benissimo essere definito saggio, ci pone di fronte alla nuda e cruda realtà. Il protagonista rappresenta la nostra generazione attuale proiettata nel futuro. La visione è tremendamente veritiera e inquietante. L'unica deriva che ci attende è un futuro asettico, fatto di rotonde e case tutte omologate, di non rapporti umani sostituiti dal fedele e (geniale definizione) egofono. Di giovani senza un avvenire certo che annaspano alla ricerca di un'identità, un lavoro, [...]

    13. "La coppia, come forma di comunità, è diventata troppo impegnativa per un'umanità di narcisi patologici. La coppia è l'embrione di qualunque tipo di società. Uno più uno, la somma più elementare, quella che rende possibile tutte le altre somme. Se non si riesce a fare più neanche uno più uno, vuol dire che nessun'altra somma sarà mai più possibile Esisterà solo l'uno. Dunque esisterà solo l'io. Ognuno col suo egòfono acceso. Muto con chi gli sta intorno, loquace solo con chi ha il [...]

    14. Ho sempre ammirato l'acutezza e il realismo preciso de "L'Amaca". Per questo mi sono fatto trascinare in questo acquisto, tentando di verificare se le stesse caratteristiche si potessero riscontrare nella sua opera narrativa. E' ho scoperto un autore straordinario, che con la sua lucida analisi di una società dove quotidianamente "vite mediocri vengono spettacolarizzate" mediante reti sociali di terza generazione, descrive benissimo l'apatia e l'atonicità della "reflective age". Consigliatissi [...]

    15. E' un libro estremamente pungente, ricco di ironia ma anche di riflessioni assolutamente lucide e spietate sulla società in cui viviamo. Tra i miei passaggi preferiti, oltre ovviamente alla critica alla considerazione smisurata che hanno le persone di loro stesse e alla sorta di autismo in cui si chiudono con i loro "egofoni", ci sono la descrizione di quelli che vengono definiti "non luoghi" e la riflessione su quei 30-40enni costretti a vivere di lavori occasionali e a vivere ancora con i gen [...]

    16. Ma basta con questa nostalgia da ragazzi della via Gluck e da sistavameglioquandosistavapeggio! Passiamo oltre i selfie, l'egocentrismo dell'individuo contemporaneo e il rimpianto di un mondo bucolico e de-computerizzato, per favore? Siete ancora apocalittici quando dovreste già esservi integrati. Umberto, perdonali perché non sanno quello che fanno

    17. Un libro che si lascia leggere scorrendo veloce tra le mani, una storia di un giovane italiano, senza un lavoro fisso, una casa, una scelta propria, che maschera senza troppa convinzione la propria disillusione dietro un muro di insofferenza per tutto ciò che è moderno e attuale.

    18. Scrive molto bene, è acuto nell'analisi delle problematiche più attuali. Dal mio punto di vista eccessivamente pessimista sulle potenzialità delle nuove generazioni e troppo critico nei loro confronti.n è sempre e comunque vero che prima era meglio.

    19. Un bel ritratto dei problemi di una generazione e dei cretini creduloni che ultimamente popolano l'Italia. Satirico al punto giusto.

    20. Tranne le riflessioni su cellulare,narcisismo, assenza di presenza: mah, non mi ha dato moltissimo. E credo rientri più nella categoria "racconto lungo" (che non romanzo breve).

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